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Rinvio TASI: le ipotesi in vista dell’acconto

Nel CdM del 22 maggio nessuna traccia del Decreto di rinvio TASI: tutte le ipotesi percorribili e il punto sulle delibere dei Comuni.

Rinvio TASI a settembre o ottobre non pervenuto: il Consiglio dei Ministri del 22 maggio non ha approvato alcun decreto, quindi al momento – nonostante il comunicato del Ministero dell’Economia – le regole per il pagamento TASI e IMU restano quelle previste dal Salva Roma: acconto entro il 16 giugno sia su prime case sia sugli altri immobili solo nei Comuni che deliberano le nuove aliquote entro il 23 maggio; diversamente (la stragrande maggioranza), sull’abitazione principale la TASI si paga in un’unica soluzione con il saldo di dicembre, mentre sugli altri immobili si paga a giugno un acconto così calcolato: IMU con aliquote 2013 + 0,1% di TASI.

Rinvio TASI

Le contraddizioni

Sembra improbabile che la situazione rimanga quella appena descritta, per diversi motivi: il MEF ha ufficialmente annunciato una proroga TASI (il comunicato parla di rinvio a settembre, mentre il presidente ANCI, Piero Fassino, ha parlato ottobre). Inoltre, si configurano rischi di incostituzionalità e violazione dello Statuto dei Contribuenti.

Ma anche pagare l’acconto IMU-TASI con le regole del Salva Roma presenta un problema per i Comuni che nel 2013 avevano l’aliquota IMU sulle seconde case al livello massimo dell’1,06%, perché aggiungendo lo 0,1% di aliquota stanadard TASI si supera il tetto legale per la somma TASI-IMU, pari all’1,14%. Significherebbe pagare un acconto superiore al 50% del totale.

Le ipotesi percorribili

  • Il rinvio TASI sarà contenuto in un decreto ad hoc e presentato in CdM in tempi brevi, ossia entro il fatidico 23 maggio o al massimo dopo il voto per le europee del 25 maggio.
  • Il rinvio arriverà sotto forma di emendamento al Decreto Irpef, all’esame della commissione Bilancio del Senato, come ventilato nei giorni scorsi dal relatore del provvedimento, Antonio D’Alì (non confermato); in questo caso ci sarebbe tuttavia un problema di tempistiche: il Dl 66/2013 è in vigore dal 24 aprile e l’iter di conversione può terminare entro il 23 giugno, mentre la scadenza TASI-IMU è il 16 giugno.
  • Ultima ipotesi: il governo si rimangia l’annunciato rinvio e tutto resta come previsto dal Salva Roma.

L’ipotesi più probabile resta quella di decreto ad hoc, da approvare entro il 30 maggio, che secondo  indiscrezioni potrà contenere anche nuove aliquote nazionali (tetto massimo sulla prima casa non più allo 0,25 ma allo 0,2% a cui si può sempre aggiungere lo 0,08%).

Situazione nei Comuni

L’unica certezza, al momento, è che nei Comuni che deliberano entro il 23 maggio si paga l’acconto entro il 16 giugno.
La situazione oggi è la seguente: hanno pubblicato delibere tre capoluoghi di regione (Torino, Bologna, Aosta).

Tra i capoluoghi di provincia, a Brescia, Modena, Reggio Emilia, Livorno, Forlì, Ferrara, Pordenone, Bergamo, Cremona, Macerata, Pesaro, Urbino, Novara, Sassari si sono aggiunti Piacenza, Savona, Brescia, Mantova, Biella, Arezzo, Lucca, Trento, Vicenza.

Comuni senza delibere

Nei Comuni che non hanno approvato nulla e non lo faranno entro fine maggio, i proprietari di prima casa in teoria non dovrebbero l’acconto (mentre per gli altri immobili si pagherà l’IMU 2013 applicando una TASI standard dello 0,1%); in realtà, con la proroga a settembre decisa dal Ministero dell’Economia, tutti i Comuni avranno tempo per deliberare così da chiamare alla cassa i contribuenti, se non a giugno almeno a settembre.

 

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