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Comodato d'uso gratuito ai figli: come funziona l'asso 'prima casa'

Per i figli in comodato d'uso gratutito può valere la 'prima casa'. Come si registra il contratto

IUC

Il decreto Salva-Roma ha dato via libera ai Comuni, che potranno procedere all'aumento fino allo 0,8 per mille della Tasi "purché siano finanziate, relativamente alle abitazioni principali e alle unità a esse equiparate detrazioni o altre misure", con effetti equivalenti a quelli sull'IMU.

Da qui la necessità delle detrazioni per le fasce a reddito più basso da applicare alla nuova tassa sui servizi indivisibili.
E la Tasi godrà di un’aliquota agevolata nel caso di abitazione principale.

Nello specifico, la normativa dice che ai fini degli sconti dell'imposta sugli immobili sono assimilate all'abitazione principale le abitazioni concesse in comodato gratuito a parenti in linea retta (genitori-figli) e utilizzate come abitazione principale (per abitazione principale si intende la residenza anagrafica ed effettiva dimora).

Il proprietario che concede ad un figlio o ad un genitore un'abitazione ha diritto alle stesse agevolazioni dell'imposta municipale propria (IMU), con esclusione degli immobili di lusso ed eventuali eccezioni stabilite dai Comuni. L'ultima parola spetta infatti ai Sindaci, che si devono muovere nell'ambito della normativa nazionale, ma possono stabilire autonomamente i criteri e le modalità di applicazione dell'agevolazione. Ad esempio, possono rendere più restrittivi i requisiti per la concessione dell'agevolazione, stabilendo una soglia ISEE al di sopra della quale venga escluso l'accesso agli sconti.



estratto del comma 707 L. 147/2013 (Legge stabilità 2014)

"707. All'articolo 13 del citato decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, le parole: «fino al 2014» sono soppresse e, nel medesimo comma, l'ultimo periodo e' soppresso;

b) al comma 2:

1) al primo periodo sono soppresse le parole: «, ivi comprese l'abitazione principale e le pertinenze della stessa»;

2) dopo il secondo periodo e' inserito il seguente: «L'imposta municipale propria non si applica al possesso dell'abitazione principale e delle pertinenze della stessa, ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, per le quali continuano ad applicarsi l'aliquota di cui al comma 7 e la detrazione di cui al comma 10»;

3) sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «I comuni possono considerare direttamente adibita ad abitazione principale l'unita' immobiliare posseduta a titolo di proprieta' o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata, l'unita' immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato a titolo di proprieta' o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata, nonche' l'unita' immobiliare concessa in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che la utilizzano come abitazione principale, prevedendo che l'agevolazione operi o limitatamente alla quota di rendita risultante in catasto non eccedente il valore di euro 500 oppure nel solo caso in cui il comodatario appartenga a un nucleo familiare con ISEE non superiore a 15.000 euro annui. In caso di piu' unita' immobiliari, la predetta agevolazione puo' essere applicata ad una sola unita' immobiliare. L'imposta municipale propria non si applica, altresi':

a) alle unita' immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprieta' indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;

b) ai fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture 22 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno 2008;

c) alla casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;

d) a un unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unita' immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonche' dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 28, comma 1, del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica»;

c) al comma 5, secondo periodo, le parole: «pari a 110» sono sostituite dalle seguenti: «pari a 75»;

d) il comma 10 e' sostituito dal seguente:

«10. Dall'imposta dovuta per l'unita' immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo e classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 nonche' per le relative pertinenze, si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, euro 200 rapportati al periodo dell'anno durante il quale si protrae tale destinazione; se l'unita' immobiliare e' adibita ad abitazione principale da piu' soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica. I comuni possono disporre l'elevazione dell'importo della detrazione, fino a concorrenza dell'imposta dovuta, nel rispetto dell'equilibrio di bilancio. La suddetta detrazione si applica agli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (IACP) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse finalita' degli IACP, istituiti in attuazione dell'articolo 93 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616»".

RIASSUMENDO

Comodato d’uso tra genitori e figli: IMU agevolata se si tratta di abitazione principale non di lusso
Il proprietario che concede ad un figlio o ad un genitore un’abitazione non di lusso ha diritto all’applicazione di un’aliquota agevolata poiché l’immobile viene assimilato ad abitazione principale.
L’agevolazione è prevista dalla Legge del 28 ottobre 2013 n. 124 (Applicazione dell’IMU alle unità immobiliari concesse in comodato a parenti).
Nello specifico, la normativa dice che ai fini delle agevolazioni (o esenzioni) sono assimilate all’abitazione principale:

  • le abitazioni concesse in comodato gratuito a parenti in linea retta (genitori-figli) e utilizzate come abitazione principale (per abitazione principale si intende la residenza anagrafica ed effettiva dimora). Sono escluse dalle agevolazioni:
  • le abitazioni di lusso (categorie catastali A/1-A/8-A/9)
  • i comodati d’uso di abitazioni tra fratelli-sorelle e zio/nonni-nipoti I Comuni si devono muovere nell’ambito della normativa nazionale, ma possono stabilire in autonomia i criteri e le modalità di applicazione dell’agevolazione. Ad esempio, possono rendere più restrittivi i requisiti per la concessione dell’agevolazione, escludendo i contribuenti che hanno un ISEE elevato.

Nel caso in cui si posseggano più seconde case in comodato d’uso ai figli, l’esenzione sull’imu è applicabile solo ad una di queste abitazioni.




Ricordiamo infatti che la Tasi, ovvero la componente sui servizi indivisibili della nuova service tax, costituisce una sostituzione dell’Imu per la prima casa e un’integrazione per le altre tipologie immobiliari.

In ogni caso, per determinare una locazione in comodato d'uso gratuito serve un contratto scritto e registrato, disciplinato dagli articoli dal 1803 al 1812 del Codice Civile.


 IN COSA CONSISTE IL CONTRATTO DI COMODATO D'USO GRATUITO
Art.1803 - "Il comodato è il contratto col quale una parte consegna all'altra una cosa mobile o immobile, affinchè se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l'obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta.
Il comodato è essenzialmente gratuito".

COME SI REGISTRA UN CONTRATTO DI COMODATO D'USO GRATUITO?
Un contratto di comodato d’uso può essere sottoscritto in forma verbale o scritta, ma in caso di immobili il contratto deve essere registrato in forma scritta. La registrazione si effettua presso un qualsiasi sportello dell’Agenzia delle Entrate, non necessariamente, presso l’ufficio competente del proprio domicilio fiscale.
Poiché non è prevista la registrazione telematica, è necessario seguire la seguente procedura:

1. versare tramite il modello F23 l’imposta di registro pari a € 200, indicando il codice tributo 109T;
2. recarsi presso l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate e presentare due copie del contratto firmate in originale;
3. presentare il modello 69 compilato relativo alla richiesta di registrazione. Il modello è disponibile presso gli uffici stessi delle entrate ed è possibile compilarlo direttamente all’atto della presentazione;
4. dotarsi di marche da bollo da € 16 da applicare sulle copie degli atti da registrare. La data delle marche da bollo deve corrispondere a quella in cui è stato stipulato il contratto;
5. se il richiedente è un delegato delle parti, dovrà presentare fotocopia delle carte di identità del comodante o del comodatario che lo ha incaricato.

 

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